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Archive for aprile 2015

E giunse la notte del giorno infinito, quando ormai gli occhi non cercavano che il buio del proprio rifugio. La testa pulsava di idee, pensieri, domande …
La Vita di domani si scagliava contro di te come un treno in piena corsa e le lacrime scendevano nel terrore di non riuscire a salirci, nella paura di farsi travolgere, lasciando nel silenzio della pazzia due cuori puri e ignari del macigno che ti opprimeva, del vortice che cercava di portarti via, del treno che avrebbe potuto travolgerti …

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Quando leggo cose del tipo “Noi Donne …” o “Voi Donne…” mi incattivisco!

Le Donne non sono un corpo unico che si muove, pensa e agisce allo stesso modo.
Detesto le generalizzazioni, e quelle di Genere sessuale mi fanno proprio girare le palle!
Luoghi comuni portati avanti pigramente anche da chi non rientra nei cliché, solo per non fare i guasta feste, per non rovinare l’ennesima battuta idiota, o semplicemente perché “si dice così”.
Beh cacchio no!
Io non sono “le Donne”, soprattutto quelle “donne” psicopatiche, incapaci di comunicare, egoiste, paracule, paranoiche al limite della psicosi, stronze con chi le ama, stra sensibili che piangono per qualunque cagata, ecc., che descrivono così bene i luoghi comuni, detti popolari, battute trite e ritrite, comici …

No non mi piace l’uomo stronzo.
Se dico 5 minuti sono 5 minuti se non proprio 4.
Non me ne importa un fico secco delle scarpe, che mi piacciono come mi può piacere un qualunque accessorio, che tratto come il nome suggerisce: ACCESSORIO, cioè NON fondamentale.
Apprezzo quello che mio marito fa per me e se c’è qualcosa che non va nel nostro rapporto glielo dico chiaramente, tant’è che alla domanda: “perché sei arrabbiata?” non ho mai detto “tu SAI perché!”.
Se mio marito è fantastico con me, in casa e con le bambine, mi rifiuto di dire “eh gli Uomini, sono tutti uguali!” tanto per fare conversazione. Se dobbiamo dire ‘ste strunzate stamini cittu!
Non ho MAI letto sms, email, messaggi vari nei vari aggeggi tecnologici che abbiamo in giro per casa. Anche quando uso il suo tablet, se per caso mi cade l’occhio sulla finestrella di notifica quando suona l’arrivo di un nuovo messaggio mi sento in difetto, anche se non esce scritto chi sia né di cosa si tratta! La sua privacy è Sacra per me, così come lo è la mia per lui.
Non ho l’abitudine di dire “ti odio” con la frequenza con cui cambio gli slip.
Non chiamo “stupido”, “cretino”, “imbecille”, mio marito né in sua presenza, né tanto meno alle sue spalle.
Se mi ferma la polizia non faccio gli occhi dolci all’agente, non faccio finta di piangere, e no, non gli faccio nemmeno vedere le tette.
Non sono ossessionata dalle rughe.
Mi stanno uscendo i capelli bianchi e me ne FREGO. Se cambio colore è per giocare e non per coprire il segno degli anni che grazie al Cielo ho avuto l’onore di poter vivere.
Non sono perennemente a dieta.
Al ristorante NON ordino solo un’insalatina.
Se il dolce mi va me lo ordino e non dico “prendiamone uno e dividiamo”, se mai “prendiamone due diversi e dividiamo”.
Ho cura del mio corpo perché lo rispetto non per chissà quale “modello” impostomi chissà da chi.
Adoro Barbie, ma non ho mai desiderato “essere” Barbie.
Non sono femminista, così come non sono maschilista. Rispetto per tutti donne o uomini che siano.
Non guardo soltanto film d’amore.
Non vivo PER i miei figli e mio marito, vivo CON loro.
Non ho sempre “mal di testa”.
I mobili a casa mia li ho sempre montati io, perché mi piace un sacco. Datemi un’avvitatore e vi avviterò il Mondo!
So guidare e parcheggio benissimo; macchina sempre dentro le strisce e in qualunque tipo di parcheggio, anche con macchine grosse.
Sono bravissima a leggere le cartine.
… e credo proprio che se non mi fosse sbollita la l’arrabbiatura avrei ancora da scrivere fino a domattina…

Siamo NOI Umani, Donne e Uomini, che portiamo avanti i soliti stupidi cliché, siamo noi che ridiamo, che scherziamo, che ci comportiamo come se questi luoghi comuni fossero realtà.
E basta no?

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Come passare due giorni nella meraviglia della Natura tra MTB, cavalli e verde incontaminato!

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La sensazione è quella di avere la tasca della felpa impigliata nella maniglia della porta.
Vuoi andare, procedere, uscire o entrare ma non puoi, perché qualcosa te lo impedisce; qualcosa di insignificante, piccolo come una maniglia.
Sei troppo occupata a guardare l’obiettivo, il problema, il passato da cui vuoi andare via o tutte e tre le cose, e non ti accorgi che a frenarti è solo una stupidissima maniglia, niente di più.
Una maniglia.
Riconoscerla, scovarla, ma soprattutto guardarla fa capire cosa fare, e di solito per sganciarsi da quel blocco bisogna tornare in dietro.
Dipende dalla maniglia: può essere un piccolo passo in dietro o uno molto lungo, ma la direzione è quella.
La maggior parte delle volte ci spaventa, ci fa sentire lo smarrimento del cambio di rotta, la vertigine che da guardare in dietro, in profondità, dove la luce non è mai arrivata …
Se poi il percorso per arrivare a quella “maniglia” è stato particolarmente doloroso, difficile, pieno di sfide, ostacoli e ogni sorta di mostro da sconfiggere, si capisce perché molti di noi rimangano lì atterriti, arrabbiati, confusi, frustrati …
Qualunque Sentire è adatto a nascondere ciò che sappiamo bene: sappiamo molto bene cosa dobbiamo fare, ma troppo spesso decidiamo semplicemente di non farlo, di non dirlo, di non affrontarlo, di non pensarlo, di non esserlo …
La maniglia ce la siamo portata noi in tasca chissà per quanto tempo, finché abbiamo deciso di attaccarla all’ultima porta e rimanere lì, per avere una valida scusa per non andare oltre.

Bene, sembra che la mia felpa si sia sganciata … l’euforia, mista a preoccupazione, la paura dell’aquila che ha finalmente imparato a volare e si ritrova con il Grand Canyon sotto di se mentre cade a tutta velocità, e magicamente sente il vento afferrare le sue ali, inaspettatamente possenti e prendere quota … respiro …

Un’illusione?
La realtà?
Una Vivida speranza?
Incredibilmente (perché non è da me … o forse non “era”) non mi interessa!
La sensazione è così trasbordante, riempitiva, avvolgente, stra-ordinaria, che mi godo il momento.

Una tisana al cardamomo, Native dei OneRepublic e il respiro delle mie bambine che dormono serene.

… come si descrive un sorriso del genere?

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