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Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Continuo a parlare, immaginare, costruire dialoghi e scene … eppure non scrivo nulla.
Ho veramente voglia di aprire un account finto, con un nome di fantasia che mi dia le palle che non ho in questo momento di scrivere quello che mi sta scoppiando dentro.
Ho bisogno di sputare fuori tanta roba repressa, educata, addomesticata, imbavagliata, ma ho paura di quelle che potrebbero essere le conseguenze nella mia vita privata.
E’ anche vero che la sola idea di dare in pasto ai lupi una mia storia, fittizia o reale che sia, mi spaventa non poco; ho un grosso problema con quello che gli altri potrebbero “capire” leggendo le mie storie.
Da quando mi ricordo d’esistere ho sempre avuto paura di non spiegarmi bene, di non essere creduta, di non riuscire a trasmettere ESATTAMENTE quello che voglio dire come lo intendo io, esattamente come lo intendo io.
Il problema non è che “gli altri non capiscono”, ma che io non riesco a usare bene le parole e non so spiegare esattamente e in modo totalmente univoco ciò che intendo … Una cosa impossibile insomma!
Sono consapevole, a livello conscio, che ciò che vorrei è pura pazzia. Non è possibile esprimere un pensiero che venga capito solo e soltanto in un unico modo. Ma l’idea che un mio pensiero venga travisato mi fa stare male fisicamente.
Se ciò che voglio scrivere non fosse tanto vicino a me e a cose successe a me in prima persona, se le emozioni fossero di qualcun altro, provocate da gente che non conosco davvero, se tutto fosse puro frutto di immaginazione e non la manipolazione di eventi, persone ed emozioni vere, forse (forse) potrei anche viverla più serenamente.
Anche se, in ogni caso, non scriverei una sorta di biografia, vorrei scrivere un romanzo con personaggi inventati e situazioni inventate, ma ispirate a luoghi, persone e vicissitudini vere, verissime per me. Voglio immergere la storia nelle emozioni che custodisco in me e conosco fin troppo bene, ma ho terrore che chi non deve capire capisca e magari capisca quello che vuole e non quello che c’è scritto… Insomma follia portami via!
Poi ci si mette anche l’ironia della vita a prendermi in giro, infatti vedo ovunque scritto “scrivi il tuo libro”, “racconta la tua storia” e robe simili. Addirittura stamattina l’ho visto scritto sulla rivista che mi manda a casa la mia assicurazione medica… cosa c’entra??? Eppure era lì, bello chiaro.
Per non parlare di quando, qualche giorno fa, ero particolarmente intrippata nei miei pensieri ansiosi e stavo cercando di convincermi che avevo troppo da fare
e che non avevo il “tempo” per scrivere, e mi compare sullo schermo del telefono la scritta: “Scrivi quel cazzo di libro!” … a dir poco creepy! 😀

Perché non scrivo “solo per me”? Perché sento che ho bisogno di tirare fuori certe cose in modo “totale” e “definitivo” e una volta che qualcosa entra in internet non esce più, si espande, prende una vita propria e tu DEVI distaccartene per forza. E io ho bisogno di questo. E se nel frattempo qualcuno ne trae beneficio (che sia vissuta solo come una storia per distrarsi o per riflettere sulle propria vita non ha importanza) sarebbe bellissimo e all’improvviso tutto acquisterebbe un altro senso.

Ho bisogno di espormi per costringermi ad essere più forte, più sicura di me, più consapevole delle mie forze e non solo sempre delle mie debolezze.
Devo proprio…

L’esposizione mediatica (qualunque essa sia e se “usata bene”) è come una palestra in cui impari ad essere più forte emotivamente, in cui impari sul campo quanto peso abbiano le parole, in cui ti metti in situazioni scomode, faticose, che ti fanno sudare 7 camicie per avere, poi, la soddisfazione di aver raggiunto i risultati che ti eri prefissata.

Ce la farò? … Non lo so ma di certo ci lavorerò su, instancabilmente finché accadrà quel che deve.

Non voglio nemmeno rileggere quello che ho scritto. Spero soltanto che abbia un senso.
Se volete commentare fate pure, sia qui sotto nei commenti che in privato. Vi leggo sempre!

Buona Vita a tutti.
Bianca*

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do-what-you-love

Passare un’ora e mezza tra pigiamini, dentini, capelli, pannolini, balletti buffi, cartoni, storie, libri, coccole e canzoncine della buona notte…

Io sono esattamente dove voglio essere.

Questo è quello che ho sognato da sempre e che ho sperato con ogni cellula del mio corpo di poter avere per 8 (quasi 9) lunghissimi anni della mia vita. Capisco che altre persone vogliano altro dalla vita, che abbiano altri gusti, altre aspirazioni; ebbene questa è la Mia per questo momento della mia vita.

Io sono Felice. Conciata, certi giorni, come una pezza da piedi dalla stanchezza, ma Felice.

Non datemi compassione che non so cosa farmene.
No ho scelto questa vita che per me è un sogno diventato realtà.
Non è un “sacrificio”.
A me come individuo non ho mai smesso di lavorare. Essere una mamma a tempo pieno non preclude la possibilità di coltivare i propri interessi. Si tratta di organizzarsi e di saper scegliere le priorità in funzione di ciò che ci rende Felici, che ci da Gioia.

Io preferisco pasticciare con le mie piccine piuttosto che uscire a fare un giro per negozi. Ma questo anche prima: ho sempre preferito stare a casa, leggere mille mila libri e arrotolarmi sul divano, scrivere, guardare film o serie TV, piuttosto che mettere il naso fuori la porta. Non disdegno lo shopping (oh nossignore), ma non è la mia attività preferita, come non lo è andare a mangiare fuori … o, se è per questo, qualunque attività che comporti l’uscire dal portone di casa 😀

Non sono una mamma che ritiene di “vivere per i figli”, io vivo per me e ho la benedizione di poter condividere la mia vita con delle creaturine meravigliose, impegnative, spassosissime, spaventose, piene d’Amore.

Non voglio che gli altri siano come me.
Vorrei invece che ognuno potesse essere come vuole, desiderare ciò che vuole senza beccarsi sguardi accusatori, di commiserazione o ancora peggio essere riempita di “consigli” non richiesti su come “migliorare la qualità” della propria vita.

Io ho la vita che voglio.

Sono in continuo cambiamento, in continua evoluzione e mai come ora, a 36 anni, mi sento sula strada giusta per incontrare la vera Bianca, mi sento appagata e in linea con me stessa.
Sono soddisfatta del percorso che ho fatto fino ad oggi.
Perché mi devo sentir dire: “Devi uscire! Devi prendere tempo per te!”, “Trovati una brava baby sitter e trovati un lavoro, devi uscire.” … ?
Con tutto il rispetto, ma io vi ho mai detto: “Leggi qualcosa ai tuoi figli! Facci i lavoretti insieme! Invece di lavorare doppi turni per pagare la baby sitter fai un turno solo e stai tu con i tuoi figli!” … ?
Eeehhh no! Perché?
Perché non sono affari miei! Perché TU prendi decisioni che fanno star bene TE e la TUA famiglia!
Perché IO faccio le scelte che fanno star bene ME e la MIA famiglia, non quelle che vanno bene ai membri della società in cui vivo; e visto che “non fare agli altri ciò che…”, io taccio.
Sono io a guardarmi ogni giorno allo specchio. Sono io a convivere con le conseguenze delle mie scelte.
A voi cosa vi cambia se li faccio o no i lavoretti con le mie bambine?
Non ve lo racconto neanche, quindi non sono di quelle mamme che si vantano di tutte le fantastiche attività che fanno con i loro poveri sovraffaticati figli.
Non mi lamento, non mi vanto, eppure mi becco i consiglioni lo stesso …

Insomma bimbe mie io Amo essere la vostra mamma. Sono felice della persona che sono. Ho un bellissimo rapporto d’Amore e Amicizia col vostro papà e sto anche lavorando al mio futuro lavorativo. Curo la mia vena artistica ogni volta che posso e sono pienamente soddisfatta di dove mi trovo in questo momento della mia vita.
Grazie per accompagnarmi in questo tratto di strada. Spero solo di essere all’altezza delle mie aspettative quando sarete più grandi e avrete bisogno di un altro tipo di mamma. Spero di evolvere insieme a voi e di crescere insieme a voi.

Non sono perfetta, non assomiglio nemmeno lontanamente alle mamme Mulino Bianco; io sono io, sono Bianca, e sono anche la mamma di Serena e Maya e va bene così.

Io Ci amo, a tutti; anche a te che stai leggendo questa specie di lettera alla mia famiglia futura.
Sono giorni duri, intensi, pieni di piccoli cambiamenti che ci stanno portando “là”.
Grazie.

Amore per tutti, sempre e comunque nonostante le circostanze.
Buona vita!
Bianca*

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contraddizione

Quindi è arrivato il momento di fare un’altra ricapitolazione (esiste la parola l’ho cercata su un libro magico e antico, appartenente ad una stirpe di saggi … il dizionario! ;-P ).

 

 

Orbene, Io Donna:

– Se non so assolutamente niente del G.F., Maria &Co. sono una snob, antipatica, pesante, che non si sa divertire; ma se me li guardo sono una superficialotta del cavolo.

– Se mi piace parlare di sesso (anche se in toni pacati, senza esaltazioni o dimostrazioni pratiche) sono una “facile“, zo/pu/tro …; se non ne parlo mai sono una puritana che di SICURO giudica male tutti gli altri, e ci mettiamo anche acida frigidona.

– Se mi piace ricamare sono vecchia, se mi piace lavorare a maglia sono vecchia, se preferisco una serata tra amici a casa invece di stordirmi in un locale stra rumoroso sono vecchia; ma se mi tingo i capelli del caxxo di colore che voglio a 40 anni sono infantile, se oso mettere un colore che non fa parte della carta da parati della nonna (dopo i 35) sono infantile, se guardo i cartoni animati non solo sono infantile ma ci DEVE essere qualcosa che non va nelle mie capacità d’apprendimento.

– Se non mi trucco sono sciatta; se mi trucco sono finta e montata.

– Se metto i miei selfie sui I MIEI social sono una egocentrica montata; se non metto la foto sono una stupida in cerca d’attenzioni che vuole farsi dire che è bella.

– Se esco con le amiche ogni tanto, mi trucco e mi vesto come caxxo mi pare e mio marito è a casa con i bambini sono una madre degenerata che “chissà che va a fare la notte in giro” (fa niente se qualche volta esco io e qualche volta esce lui); se muoio perché mio marito/fidanzato/vicino di casa… mi ha uccisa improvvisamente siamo tutte contro la violenza sulle donne, siamo solidali, leiera una brava persona“, lui “è un porco maschilista”

Tutti discorsi che nel corso degli anni ho sentito fare a delle donne su delle donne … ma perché ci deve essere questo astio?
Dobbiamo davvero aspettare una disgrazia per supportarci? Per incoraggiarci? Per coprirci le spalle? Per apprezzarci? Per aiutarci …

#GirlLove

Buona vita a tutti!
Bianca*

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E’ spaventando la gente che si ottengono i terroristi. E’ fomentando paura e diffondendo ignoranza che abbiamo menti deboli al servizio di speculatori senza scrupoli.
Non succede solo in Medio Oriente.
Non lasciamoci usare.
Facciamo entrare nelle nostre menti la sana sete di conoscenza che ci salverà tutti.
Non è con la vendetta che si elimina la cieca violenza, ma si alimenta.
Bambine mie non credete a chi vi dice che solo chiudendo le porte in faccia si possono risolvere i conflitti.
La paura va guardata in faccia e l’unione sana, positiva, piena di compassione e voglia di progredire fa davvero la forza.
Nessun Dio in nessun testo sacro chiede ai propri fedeli di uccidere nel proprio Nome. Le forze creatrici sono appunto “creatrici” non “distruttrici”.
E VI PREGO: non fate MAI l’errore di giudicare un intero popolo per gli errori di un gruppo di poveri menti contorte.
Amori miei abbiate il coraggio di vivere nella tolleranza, nella pace e nella compassione.
Che l’AMORE regni incontrastato nei vostri cuori per sempre.

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“Cosa NON c’è in TV?” sarebbe la domanda corretta.
Il problema non è che si guarda la TV, perché questo implica una scelta, un’azione consapevole, una certa presenza mentale; il problema nasce quando è la TV che guarda noi, passivi, ebeti, senza volontà che stiamo lì, davanti a Lei, che ci lasciamo prendere per stupidi da un tipo di TV che vive di conformismo e rassegnazione.
Non dico che bisognerebbe disfarsi della televisione perché c’è tanta roba molto molto interessante e genuinamente divertente in essa, ma bisognerebbe imparare ad usarla, per non farsi usare da lei.

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Esprimersi attraverso parole, scritte, pronunciate, pensate, e sentire la pochezza del loro significato.
Sentire che le parole non riescono a racchiudere tra le loro piccole lettere tutto il significato delle idee che hai.
Sentire la frustrazione della certezza di non essere capita. Sapere con assoluta sicurezza che non riuscirai a esprimere ciò che pensi al 100%.
Ci sarà sempre un 20% almeno che rimarrà imprigionato nella tua mente, nel tuo cuore, sulla punta della lingua.

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