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Quando le luci si spengono, i rumori si attutiscono, i sorrisi vacillano … è allora che cade la maschera e ogni tristezza riprende il suo posto in prima fila.

Va tutto bene, non c’è motivo, non lo so … sono le frasi che si susseguono nella mente stanca.

Se avessi fatto, se facessi, se finisse … i tormenti di chi vive nell’incertezza delle proprie imprevedibili emozioni.

Pensieri come piccoli insetti famelici si riuniscono ai miei piedi, pronti a ricoprirmi con le loro minuscole e pungenti zampine.
Salgono, su per i piedi, per le caviglie, si aggrappano ai polpacci, si fanno strada sulle cosce; in un attimo sono sul petto, si avventano contro la gola. Stanno per entrare dalla bocca, dal naso, dalle orecchie, stanno per farlo, vogliono arrivare al cervello, inondarlo, mangiarlo, sostituirlo … e poi …

Un colpo di tosse, “Mamma!” e tutto sparisce come nebbia del mattino.

 

 

 

Avevo il computer acceso e un’irresistibile necessità di scrivere è saltata fuori dal nulla e questo è venuto fuori in più o meno 5 minuti. Senza correzioni, senza ripensamenti, questo è e questo vi lascio.

Buona vita a tutti!
Bianca

P.S. La foto l’ho trovata qui Archivio Panorama

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Si svegliò di soprassalto sentendo sua figlia minore chiamare con urgenza il suo nome. Allungò una mano per cercare gli occhiali ma trovò il vuoto invece del comodino. Aprì bene gli occhi, cercò di mettere a fuoco le immagini nel buio, ma non riuscì a riconoscere il posto in cui si trovava.
Non sentiva più la voce della sua bambina, e questo le ricordò che forse era il caso di iniziare a preoccuparsi.
Si girò per vedere se il marito si era accorto di qualcosa, ma il letto era vuoto. Le lenzuola non erano nemmeno state toccate.
Si mise a sedere e lasciò penzoloni i piedi fuori dal letto, ma una strana sensazione umida le fece ritrarre i piedi con una smorfia di disgusto sulla faccia.
Era erba, erba bagnata.
Ma se era fuori perché non riusciva a vedere nulla? Perché era così buio? Si fece queste e mille altre domande, ma non si diede neanche una risposta.
Rabbrividì.
All’improvviso un lontano, lontanissimo richiamo la fece girare verso dove solo poche ore prima c’era la porta della sua stanza.
Era lei, la sua bambina, la stava chiamando di nuovo. La sua voce si faceva sempre più vicina, chiara. E tutto a un tratto l’orizzonte si illuminò di una luce azzurra, e repentina come arrivò, se ne andò. Lasciando uno strano alone. Una striscia che dava finalmente un senso di profondità, di prospettiva, a quell’immenso buio.
Stava per alzarsi quando l’orizzonte iniziò a ruotare, lentamente, e da orizzontale divenne verticale. Sentì qualcosa toccarle la faccia. Qualcos’altro premere contro il lato destro del suo corpo. E come un nuovo Big Bang un’esplosione di luce invase il suo sguardo dopo l’ultimo battito di ciglia.
Il suo comodino era tornato al suo posto. La finestra, le tende, suo marito, gli occhiali. Tutto al suo posto.
Era sdraiata sul suo letto, nella sua stanza, nella sua casa.
La bambina!
Si mise a sedere, prese gli occhiali, infilò le ciabatte e rabbrividendo dal freddo (solo?), andò ad abbracciare la sua piccolina.

Buona notte

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Il sogno di oggi è …

… confusionale come al solito … e visto che è sempre così smetterò di dirlo d'ora in poi!

Non ricordo l'inizio so solo che sono un uomo scuro di pelle, molto ma molto abbronzato … come un pescatore dei Caraibi. Molto magro con piccoli ma forti muscoli. Un uomo che, se è giovane si porta malissimo gli anni; forse colpa del troppo sole.
Indosso un panno molto lungo arrotolato intorno al bacino e alle gambe come se fosse un pantalone lungo fino al ginocchio ed è arancio scuro; probabilmente è un panno vecchio di cotone o lino, molto consumato dall'uso, dal sale e dal sole.
Il mio ricordo inizia con me (l'uomo) che corro sull'acqua verso un'isoletta mentre si sta per abbattere su di me una bufera. Sono in mezzo al mare che è di un blu scuro inquietante (per me) e vedo tre isole, due sono proprio piccole. Quella verso cui mi dirigo è la più vicina a me ed è grande quando una casa bifamiliare. Piena di alberi, tronchi caduti, liane, un sacco di vegetazione, insomma. Solo che l'acqua è molto alta e la sabbia quasi non si vede più. Sembra di essere presi a secchiate d'acqua. Secchiate sempre più grosse finchè sono talmente grandi da farmi quasi soffocare. Lo scroscio dell'acqua è forte e la quantità d'acqua strappata al mare è tale che addirittura tra i mega schizzi d'acqua c'è uno squalo che mi sbatte addosso.
Il tutto diventa talmente inquietante e terrificante per me che cerco con tutte le mie forze di "modificare" il sogno. Mi sforzo tanto, che mi sveglio per una frazione di secondo. Il tempo di aprire gli occhi e rendermi conto che non sono in mezzo al mare.
Ritorno nel sogno, riparto da quando mi viene addosso il pescecane volante e cerco di trovare riparo in quest'isoletta. L'acqua mi arriva ai polpacci e continuano le mega secchiate. L'isola più grande (grande forse quanto uno o due isolati. Almeno è quello che riesco a vedere io) ha due palazzi molto alti. L'acqua arriva forse a metà del pian terreno. Io voglio correre verso di essa ma la mareggiata è talemtne forte che i palazzi vengono praticamente demoliti. Ma non si tratta di un maremoto, né di un'onda particolarmente grande che spazza tutto via, sono queste "secchiate" giganti che riducono in mille pezzi i due edifici. In pochi pocchi battiti di ciglia i palazzi si trasformano in due cumuli di assi di legno. Assi che però sembrano già consumati dall'intemperie.
Si calma tutto all'improvviso e io parto dall'isoletta verso l'isola grande, sempre correndo sull'acqua.
Arrivo e trovo che il suolo dell'isola, è coperto dall'acqua e che questa arriva alle caviglie, ma solo nella zona dove sono io, il resto ho la sensazione che sia all'asciutto (ho la sensazione perchè nel sogno ne sono concinta ma non ricordo di aver visto le altri parti dell'isola).
C'è una sorta di piazza, vicino al lungo-mare/porto, pavimentata con sampietrini o mattoncini di pietra, non ricordo bene. La piazzetta è circolare. Su due lati del cerchio ci sono delle aiuole con dei fiori molto colorati. La piazzetta si apre verso il porto e verso l'interno dell'isola. Ci sono dei tavoli vicino alle due aiuole e sui tavoli (che sono neri/verdastri e di ferro battuto) ci sono dei piccoli mazzi di fiori, come "centrotavola". A questi tavolini sono sedute delle persone, che molto tranquillamente conversano e si prendono da bere, incuranti dell'acqua che arriva alle caviglie e a tutto il casino successo.
Ad un certo punto uno di questi turisti strambi, si alza e vuole presentarmi la sua ragazza. Mi sembra di riconoscere in lui un cugino e la sua fidanzata …parliamo, ma non ricordo a proposito di cosa. La sensazione, però, è che quelle sono cose che capitano spessissimo e sono tutti ormai abituati e vivono felici e tranquilli, nonostante tutto.
Poi tento di resistere alla sveglia traumatica di quel vandalo di mio marito, che mi ha fatto bloccare la storia a questo punto. Appena mi lascia in pace il "cugino" mi ri-saluta e io ri-guardo in basso e mi vedo le gambette secche e super abbronzate, per metà ricoperte da quel panno arancio. Sto per dire qualcosa o decidere di andare da qualche parte, insomma sta per iniziare il film vero e proprio … ma non c'è niente da fare il vandalismo è troppo efficace ed inesorabilmente mi sveglio.
Riesco, però a farmi lasciare in pace il tempo sufficiente per "ripassare" quello che ricordo e fisarlo così nella mente.

Peccato che non ricordi più niente … ho la sensazione che prima di tutto questo sia successo qualcosa di interessante …

Comunque, continuerò a trascrivere qui i miei sogni e tra qualche tempo vedrò cosa ne posso ricavare 

Per ora passo e chiudo!

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Frammenti di sogni e …

Il, o meglio "i" sogni di stanotte non riesco a focalizzarli. Sono già due notti che mi sveglio cercando di ricordare tutto e immancabilmente si cancellano un pezzo per volta, fino a scomparire.
Di quello di stanotte ricordo solo dei frammenti scollegati:

Una specie di Lady Gaga che deve fare un video … anche se le telecamere non ci sono, quindi sospetto fosse una scusa per pomiciare con quei due bei pezzi di figluoli
Nella stessa casa c'era una stanza in cui si faceva scuola. Io non avevo i libri e ho chiesto a un ragazzo di prestarmeli. Era matematica, e oltre a non avere i libri, ovviamente, non avevo nemmeno studiato.
Poi, mentre Lady Gaga cercava di passare ai "fatti" con uno dei ragazzi (uno era simile ad Ace Young e l'altro era un ispano, mollllto carino) arriva una donna (stile telenovela tedesca) con dei panni ben piegati e estirati in braccio. Inizia a parlarmi in tedesco. Io non capisco nulla e le parlo in inglese. Alla fine mi ha detto di riferire alla padrona di casa che la sua abitazione era davvero bella …
La casa era un labirinto di stanze, corridoi e stili diversi …

… ben poco materiale devo dire


Beh, parlando d'altro.
Ferragosto in casa, nonostante l'invito degli amici: it sucks!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Chi dice che i soldi non fanno la felicità è un perfetto idiota!
Non sono i pezzi di carta o di ferro ad essere importanti, ma ciò che si può ottenere con loro. Non sono questi cosini inanimati ad avere la priorità nella vita, ma non si può certo dire che non siano importanti!!!

Aiutare gli altri … è uno dei miei obiettivi … ma quanto di più posso fare se sono ricca? Già adesso ogni volta che guadagno qualcosa siano essi 10 euro, 500, 1000, il 10% va in beneficenza, sempre!
Immagina cosa potrei fare se guadagnassi 2, 3, 4, 10, 20.000 euro al mese!!!!!!!! Uau! Innanzitutto, dal momento che i bambini non hanno intenzione di allietare le nostre vite, potrei allietare la vita di tante famiglie con l'adozione a distanza e magari adottare qualche bambino da far crescere al sicuro a casa mia, invece che all'orfanatrofio
Che bello, non vedo l'ora!
Tutto questo, però lo posso fare solo se ho soldi!
Il giorno in cui andremo a vivere come degli eremiti in una grotta nelle montagne sarde vestendoci di pellicce e foglie, mangiando radici e bacche e sviluppando l'abilità di andare in letargo durante l'inverno, allora, e solo allora, potremo dire che i soldi non sono importanti

Namastè a tutti!

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Sogno n°1

Se ci riesco d’ora in poi voglio scrivere i sogni che faccio. Ho sempre detto che sono film, che se sapessi descriverli potrei creare delle belle storie … è ora di iniziare!
Ovviamente non saranno dei racconti strutturati né tanto meno romanzi … ma solo una trascrizione di ciò che ricordo
. Magari tra un po’ di tempo potrò combinarli insieme e farne un racconto unico!

Sogno n° 1 di stanotte:
Ero in una sorta di palazzetto dello sport, con Antonella Clerici ( ). Lei era vestita di luccichini argentati, uno dei suoi soliti vestiti esagerati.
Io ero io ma in un altro corpo …

Non ricordo quale fosse lo spettacolo e credo proprio che fossimo arrivate proprio alla fine, quando il pubblico stava andando via. Lei mi disse che ci saremo viste dopo e si avviò dietro le quinte.
Io avevo urgente bisogno di fare la pìpi e andai nel bar dello stabilimento. Ovviamente (come in tutti i miei sogni) il bagno era strutturato in modo che io non potessi fare le mie cose in privato.
Il bagno è unico e tra il bagno e l’antibagno c’è una porta a molle, come quelle del vecchio west. Era ad un’anta sola e di larghezza non sufficiente a chiudere completamente la visuale.
Nell’antibagno, poi c’era una sorta di dispensa-magazzino del bar e quindi il proprietario non faceva chiudere la porta dell’antibagno …

… e fino a qui è il mio solito sogno con il disagio di fare la pipì in un posto praticamente “aperto” al pubblico… la location è sempre diversa e i motivi per cui non si può avere la completa privacy è sempre diversa e fantasiosa 😉
Poi, subentra una strana variante: non solo dovevo usare il bagno ma dovevo fare anche la doccia. Infatti avevo una borsa molto grande in cui c’erano gli indumenti per cambiarmi.
Mi resi conto che il bagno non era utilizzabile quando entra nell’antibagno un ragazzo. Non riuscii a vedere perfettamente il suo viso, perché l’illuminazione era scarsa.
Comunque mi sembra essere alto 1.80, capelli corti, ricci/mossi e biondo scuro …
Indossa un bomber/giubbotto verde scuro. Ci scontriamo mentre io cerco di uscire e lui cerca di entrare nel bagno e ci guardiamo per un attimo eterno. Io sono imbarazzata e anche lui.
Si offre di farmi la guardia mentre faccio quel che devo in bagno, ma ormai non ne sento più il bisogno. Così ci sediamo su delle poltrone che sono poste una accanto all’altra ma una al-di-qua della porta western e una al-di là. Solo gli schienali sono separati tra loro dal muro del bagno … Io sono sommersa dalla mia borsa piena di vestiti (che nel frattempo si sono magicamente moltiplicati). E io sono estremamente imbarazzata ed emozionata.
Stiamo lì seduti, in una pace ed una serenità inusuale e ristoratrice. Siamo in perfetta sintonia. Una sorta di elettricità ci unisce e ci stordisce. Io, mi sembra di ricordare, tiro fuori un piccolo libro di cui non ricordo se non le dimensioni ed inizio a leggere. Sono completamente appoggiata allo schienale della poltrona, che dovrebbe essere di velluto bordeaux. Lui allora si sporge verso di me e mi bacia.
E’ freddo. Ha il viso gelato. E anche le sue labbra sono fredde. Ha un alito caldo, che sa di buono. Il suo tocco è leggero, come se temesse di non essere ricambiato. Io esito ma alla fine, timidamente ricambio i suoi piccoli baci. Allora lui mi prende il viso tra le mani e mi bacia con tenerezza e forza. Un incastro perfetto, morbido, fresco, buono! Provo un’emozione così forte da sentire quasi dolore. Le farfalle sono diventate pesanti pterodattili nel mi stomaco.

C’è un vago sentore della mia vita reale e nel sottofondo ci sono i miei sensi di colpa verso mio marito che bussano alla porta. Ma vengono fatti tacere dall’aspetto della ragazza che dovrei essere io, ma che non mi somiglia affatto.
Usciamo dal bagno, anche perché Antonella Clerici probabilmente mi stava cercando e non volevo farla preoccupare. Cambio di scena . Ci ritroviamo sul sedile di dietro di una macchina degli anni ’70 color marrone, parcheggiata sul lato opposto della strada di fronte al palazzetto dello sport. Oltre a baciarci e abbracciarci non facciamo altro, visto il luogo pubblico.

… il resto non riesco proprio a ricordarlo …

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