Feeds:
Articoli
Commenti

Miss Book sta tornando!

Lo so, non mi faccio sentire la Paleolitico, ma la Vita succede e bisogna viverla ^^’

Torno sul mio blog per parlare del nuovo libro della serie di Miss Garnette Catharine Book!
E sì, tra non molto uscirà il nuovo volume e oggi, ho l’onore di partecipare al COVER REVEAL!!!
Ragazzi, queste copertine sono a dir poco meravigliose!
Ma prima ecco la trama:


Miss Book e Prudence partono per Borringhton, dove sono state invitate dai cugini Lorribrie nella loro tenuta per Natale.
Complice una violenta bufera, il viaggio in treno si rivela ricco di sorprese, fatti inquietanti e nuove conoscenze, fra cui l’arcigno e arrogante Barone Lorkingard, pronto a prendersi gioco di tutto, compreso il Natale.
Ma non mancano le vecchie amicizie: Miss Bennet, che ha bisogno dell’aiuto di Miss Book per prendere la decisione più importante della sua vita o i cugini Lorribrie, sbadati e distratti, alle prese con una disattenzione che potrebbe rovinare le feste…

Questa volta il compito di Miss Book sarà davvero difficile: riuscirà, con l’aiuto delle sue magiche ricette, a salvare il Natale?


L’Autrice:  Jane Rose Caruso è nata in un piccolo paesino di provincia ma si è trasferita in città per motivi di studio. Ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza. È molto attiva sui social, e fa la blogger a tempo pieno. Una volta sposata, è ritornata a vivere in campagna, ha un bambino e tre cani che le allietano le giornate. Della serie Miss Garnette Catharine Book Cooking ha già pubblicato il primo volume, Spezie & Desideri e una novella, Un tè alla zucca.

Ed ora … rrrrrullo di tambuuuuriiii …

Ecco la Bellezza!!!

Cos’altro posso dire? Non vedo l’ora di leggere in che situazioni si andranno a cacciare Miss Book e sua nipote e poi le ricette, gente mia, le ricette!

Potete trovare l’autrice su Instagram, Facebook, Twitter e sui suoi siti Jane Rose Caruso e sul suo magazine online La Fenice Magazine

Seguitela, scrivetele, leggetela, taggatela, hashtaggatela, amatela!

Aspettando Strenne e Cannella vi saluto e vi auguro Buona Vita a tutti!        Bianca*

Annunci

“Ti piacciono i libri? Ti piace leggere libri? Allora dovresti scriverne uno!”

Perché? Cosa c’entra?
Se ti piacciono le macchine e ti piace guidarle, dovresti costruirne una?
Queste motivazioni per scrivere mi sembrano l’equivalente dello sposarsi perché “è un/a brav@ ragazz@”. Ma che vuol dire? Io non ho intenzione di farmi il mazzo quadrato a lavorare su un rapporto così complesso come quello che si instaura con un convivente/consorte solo perché sei una brava persona! Già se c’è Amore Vero è difficile e il Lavoro che ci va dietro è inimmaginabile, figuriamoci se si basa tutto sul tuo CV e il tuo pedigree!

Ma allora perché scrivere? Perché io dovrei farlo? Perché la sindrome dell’impostore si impossessa di me ogni volta che mi trovo di fronte ad una pagina bianca?

Scrivere è sempre stata una necessità, nata con il bisogno di far uscire i pensieri da dentro quel frullatore pieno, e in funzione, che è tuttora la mia testa. Fin da piccola ho usato questo mezzo di comunicazione.
Purtroppo per molti anni ho soffocato questo bisogno, dopo che il mio diario, che avrebbe dovuto essere “segreto”, è stato letto a mia insaputa; ma la cosa peggiore è che il contenuto fu male interpretato e usato contro di me, da una persona adulta, in teoria più matura di me, che non ero nemmeno adolescente.
Questo mi ha frenato tantissimo ma non ha spento il “bisogno”, l’ha solo reso disorganizzato, lunatico e sporadico. La mia testa continuava a riempirsi di parole, come un vaso colmo d’acqua, fino all’orlo; così pieno da formare una lieve cupola, che se lo muovi, o ci lasci cadere dentro anche solo un’altra goccia, la cupola cede e l’acqua trabocca, rovesciandosi inesorabilmente tutt’intorno: scontrini, tovaglioli, post-it, vecchie agende, copertine di vecchi blocknotes, qualunque cosa fosse a portata di mano quando arrivava IL momento, andava bene. Ma a volte era troppa roba e arrivavano i momenti di picchi poco salutari di logorrea acuta, in cui pagine e pagine di scrittura progressivamente meno chiara e sempre più simile ad una ricetta medica si materializzavano lasciandomi vuota e a volte anche un po’ confusa.

Poi, il silenzio. Per anni ho smesso di scrivere. Non scrivevo niente.
Avevo zittito, chiuso, bloccato e sprangato ogni via di contatto con quel vaso colmo di parole.
Ho anche smesso di leggere. Quel po’ che leggevo lo facevo per imparare qualcosa, lo facevo per “dovere”, sempre verso me stessa e la mia crescita, ma mai per “piacere”.
Lasciai passare un numero di anni che non so quantificare, ma che sono sembrati una Vita.
Un giorno, dal nulla, si accende una piccola lucina che mi mostra un buio corridoio e, dietro una tenda pesante, una porta blindata.
Ho la chiave in mano, inspiegabilmente, e mi avventuro. Le ragnatele ricoprono ogni superficie. La polvere rende difficile respirare, mille ostacoli, trappole, pericoli veri e presunti, cercano di impedirmi di procedere. Mi sono fermata più volte, ho avuto paura, e confesso di averne ancora adesso, ma sono andata avanti, e alla fine sono arrivata nella stanza delle parole. Il vaso era lì, ancora pieno, trepidante, in attesa di essere rovesciato ed è quello che sto facendo in questo momento.
Non so bene questo dove mi porterà ma è l’Inizio.

Ho provato a mettere ordine tra quelle parole che continuano ad inondare la mia mente ora, ma non faccio altro che comporre ancora e ancora la stessa storia: la mia.
Non riesco a non scrivere di me, del passato, di ciò che ho vissuto, delle persone che mi hanno ferito.
Ma è passato! Non voglio tornarci sopra, non voglio rimuginare su ciò che è stato, di nuovo.
Se scrivessi di queste cose dovrei ritornarci su un numero spaventoso di volte e non è ciò che voglio in questo momento.
Potrei incorporare le mie esperienze in un racconto di fiction ma quando ci provo finisce sempre per diventare un’autobiografia.
Potrei iniziare da lì, farla uscire questa storia antica, svuotarmi e poi riprendere con la normale programmazione. Facile no?
Sbagliato!
Niente di più difficile che riportare su carta la propria vita, rivivere situazioni ed emozioni, sezionare, analizzare a fondo, far risorgere vecchi demoni; il tutto evitando di cadere nella trappola dell’autocommiserazione.

Credo, però, che ciò che più mi spaventa, oltre al rivivere emozioni forti e per niente piacevoli, sia il fatto che le mie “certezze” potrebbero crollare, e non sono pronta.
Intendo dire che ripercorrere gli eventi del passato con occhio più maturo e un po’ più obiettivo, dato il tempo trascorso, è come rileggere un libro dopo qualche anno: un libro amato a 15 anni potrebbe risultare una totale schifezza riletto a 35, distruggendo per sempre il suo bellissimo ricordo.
Ora, nel caso specifico, una buona parte delle cose di cui vorrei parlare ripercorrendo la mia vita sono esperienze con vari livelli di negatività, toccando altezze non indifferenti. Per quanto potrebbe sembrare un meccanismo di difesa dalla sofferenza, potrebbe, invece, essere un modo, per proteggere la mia “identità”, per proteggere l’idea che io stessa mi sono fatta di me.
Il nostro cervello è veramente bravo a far scattare meccanismi di difesa per proteggere lo status quo.
Riesce a guidare i ragionamenti facendo sembrare perfettamente logico e sensato il volersi “proteggere” rimanendo ancorati a traumi, paure e rancori, piuttosto che affrontare il proprio Demogorgone e rischiare di cambiare qualcosa.

Il cambiamento, per quanto entusiasmante e potenzialmente positivo, viene vissuto sempre come una crisi, uno sconvolgere della “normalità”, che potrebbe portare distruzione e catastrofe. Per cui ci facciamo convincere, da noi stessi, a desistere, procrastinare, fermarci, ad auto sabotarci.
Scrivere e far uscire tutto ciò che ha bisogno di uscire sa troppo di “rilettura”. E se scoprissi che in realtà molta sofferenza me la sono andata a cercare? E se scoprissi che le mie motivazioni erano tutte stupidaggini? E se venisse fuori che in realtà sono una brutta persona?

Ma d’altra parte, come dice il saggio: “Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati”.
E poi, io ho due bambine. Cosa voglio insegnare loro? A crogiolarsi nella sofferenza perché “chi lascia la strada vecchia per la nuova…” (perché alla fine di questo si tratta!).
E se la mia Voce uscisse davvero attraverso le parole scritte?
E se davvero fosse questo il Mio modo di comunicare?
Io sento di avere tanto da dire, ma il “come” è un mistero.
E se fosse la scrittura? E se mi sono auto sabotata pesantemente proprio perché sentivo che poteva esserlo e non ero pronta ad affrontare le conseguenze, nemmeno quelle positive?

Continuo a parlare, immaginare, costruire dialoghi e scene … eppure non scrivo nulla.
Ho veramente voglia di aprire un account finto, con un nome di fantasia che mi dia le palle che non ho in questo momento di scrivere quello che mi sta scoppiando dentro.
Ho bisogno di sputare fuori tanta roba repressa, educata, addomesticata, imbavagliata, ma ho paura di quelle che potrebbero essere le conseguenze nella mia vita privata.
E’ anche vero che la sola idea di dare in pasto ai lupi una mia storia, fittizia o reale che sia, mi spaventa non poco; ho un grosso problema con quello che gli altri potrebbero “capire” leggendo le mie storie.
Da quando mi ricordo d’esistere ho sempre avuto paura di non spiegarmi bene, di non essere creduta, di non riuscire a trasmettere ESATTAMENTE quello che voglio dire come lo intendo io, esattamente come lo intendo io.
Il problema non è che “gli altri non capiscono”, ma che io non riesco a usare bene le parole e non so spiegare esattamente e in modo totalmente univoco ciò che intendo … Una cosa impossibile insomma!
Sono consapevole, a livello conscio, che ciò che vorrei è pura pazzia. Non è possibile esprimere un pensiero che venga capito solo e soltanto in un unico modo. Ma l’idea che un mio pensiero venga travisato mi fa stare male fisicamente.
Se ciò che voglio scrivere non fosse tanto vicino a me e a cose successe a me in prima persona, se le emozioni fossero di qualcun altro, provocate da gente che non conosco davvero, se tutto fosse puro frutto di immaginazione e non la manipolazione di eventi, persone ed emozioni vere, forse (forse) potrei anche viverla più serenamente.
Anche se, in ogni caso, non scriverei una sorta di biografia, vorrei scrivere un romanzo con personaggi inventati e situazioni inventate, ma ispirate a luoghi, persone e vicissitudini vere, verissime per me. Voglio immergere la storia nelle emozioni che custodisco in me e conosco fin troppo bene, ma ho terrore che chi non deve capire capisca e magari capisca quello che vuole e non quello che c’è scritto… Insomma follia portami via!
Poi ci si mette anche l’ironia della vita a prendermi in giro, infatti vedo ovunque scritto “scrivi il tuo libro”, “racconta la tua storia” e robe simili. Addirittura stamattina l’ho visto scritto sulla rivista che mi manda a casa la mia assicurazione medica… cosa c’entra??? Eppure era lì, bello chiaro.
Per non parlare di quando, qualche giorno fa, ero particolarmente intrippata nei miei pensieri ansiosi e stavo cercando di convincermi che avevo troppo da fare
e che non avevo il “tempo” per scrivere, e mi compare sullo schermo del telefono la scritta: “Scrivi quel cazzo di libro!” … a dir poco creepy! 😀

Perché non scrivo “solo per me”? Perché sento che ho bisogno di tirare fuori certe cose in modo “totale” e “definitivo” e una volta che qualcosa entra in internet non esce più, si espande, prende una vita propria e tu DEVI distaccartene per forza. E io ho bisogno di questo. E se nel frattempo qualcuno ne trae beneficio (che sia vissuta solo come una storia per distrarsi o per riflettere sulle propria vita non ha importanza) sarebbe bellissimo e all’improvviso tutto acquisterebbe un altro senso.

Ho bisogno di espormi per costringermi ad essere più forte, più sicura di me, più consapevole delle mie forze e non solo sempre delle mie debolezze.
Devo proprio…

L’esposizione mediatica (qualunque essa sia e se “usata bene”) è come una palestra in cui impari ad essere più forte emotivamente, in cui impari sul campo quanto peso abbiano le parole, in cui ti metti in situazioni scomode, faticose, che ti fanno sudare 7 camicie per avere, poi, la soddisfazione di aver raggiunto i risultati che ti eri prefissata.

Ce la farò? … Non lo so ma di certo ci lavorerò su, instancabilmente finché accadrà quel che deve.

Non voglio nemmeno rileggere quello che ho scritto. Spero soltanto che abbia un senso.
Se volete commentare fate pure, sia qui sotto nei commenti che in privato. Vi leggo sempre!

Buona Vita a tutti.
Bianca*

do-what-you-love

Passare un’ora e mezza tra pigiamini, dentini, capelli, pannolini, balletti buffi, cartoni, storie, libri, coccole e canzoncine della buona notte…

Io sono esattamente dove voglio essere.

Questo è quello che ho sognato da sempre e che ho sperato con ogni cellula del mio corpo di poter avere per 8 (quasi 9) lunghissimi anni della mia vita. Capisco che altre persone vogliano altro dalla vita, che abbiano altri gusti, altre aspirazioni; ebbene questa è la Mia per questo momento della mia vita.

Io sono Felice. Conciata, certi giorni, come una pezza da piedi dalla stanchezza, ma Felice.

Non datemi compassione che non so cosa farmene.
No ho scelto questa vita che per me è un sogno diventato realtà.
Non è un “sacrificio”.
A me come individuo non ho mai smesso di lavorare. Essere una mamma a tempo pieno non preclude la possibilità di coltivare i propri interessi. Si tratta di organizzarsi e di saper scegliere le priorità in funzione di ciò che ci rende Felici, che ci da Gioia.

Io preferisco pasticciare con le mie piccine piuttosto che uscire a fare un giro per negozi. Ma questo anche prima: ho sempre preferito stare a casa, leggere mille mila libri e arrotolarmi sul divano, scrivere, guardare film o serie TV, piuttosto che mettere il naso fuori la porta. Non disdegno lo shopping (oh nossignore), ma non è la mia attività preferita, come non lo è andare a mangiare fuori … o, se è per questo, qualunque attività che comporti l’uscire dal portone di casa 😀

Non sono una mamma che ritiene di “vivere per i figli”, io vivo per me e ho la benedizione di poter condividere la mia vita con delle creaturine meravigliose, impegnative, spassosissime, spaventose, piene d’Amore.

Non voglio che gli altri siano come me.
Vorrei invece che ognuno potesse essere come vuole, desiderare ciò che vuole senza beccarsi sguardi accusatori, di commiserazione o ancora peggio essere riempita di “consigli” non richiesti su come “migliorare la qualità” della propria vita.

Io ho la vita che voglio.

Sono in continuo cambiamento, in continua evoluzione e mai come ora, a 36 anni, mi sento sula strada giusta per incontrare la vera Bianca, mi sento appagata e in linea con me stessa.
Sono soddisfatta del percorso che ho fatto fino ad oggi.
Perché mi devo sentir dire: “Devi uscire! Devi prendere tempo per te!”, “Trovati una brava baby sitter e trovati un lavoro, devi uscire.” … ?
Con tutto il rispetto, ma io vi ho mai detto: “Leggi qualcosa ai tuoi figli! Facci i lavoretti insieme! Invece di lavorare doppi turni per pagare la baby sitter fai un turno solo e stai tu con i tuoi figli!” … ?
Eeehhh no! Perché?
Perché non sono affari miei! Perché TU prendi decisioni che fanno star bene TE e la TUA famiglia!
Perché IO faccio le scelte che fanno star bene ME e la MIA famiglia, non quelle che vanno bene ai membri della società in cui vivo; e visto che “non fare agli altri ciò che…”, io taccio.
Sono io a guardarmi ogni giorno allo specchio. Sono io a convivere con le conseguenze delle mie scelte.
A voi cosa vi cambia se li faccio o no i lavoretti con le mie bambine?
Non ve lo racconto neanche, quindi non sono di quelle mamme che si vantano di tutte le fantastiche attività che fanno con i loro poveri sovraffaticati figli.
Non mi lamento, non mi vanto, eppure mi becco i consiglioni lo stesso …

Insomma bimbe mie io Amo essere la vostra mamma. Sono felice della persona che sono. Ho un bellissimo rapporto d’Amore e Amicizia col vostro papà e sto anche lavorando al mio futuro lavorativo. Curo la mia vena artistica ogni volta che posso e sono pienamente soddisfatta di dove mi trovo in questo momento della mia vita.
Grazie per accompagnarmi in questo tratto di strada. Spero solo di essere all’altezza delle mie aspettative quando sarete più grandi e avrete bisogno di un altro tipo di mamma. Spero di evolvere insieme a voi e di crescere insieme a voi.

Non sono perfetta, non assomiglio nemmeno lontanamente alle mamme Mulino Bianco; io sono io, sono Bianca, e sono anche la mamma di Serena e Maya e va bene così.

Io Ci amo, a tutti; anche a te che stai leggendo questa specie di lettera alla mia famiglia futura.
Sono giorni duri, intensi, pieni di piccoli cambiamenti che ci stanno portando “là”.
Grazie.

Amore per tutti, sempre e comunque nonostante le circostanze.
Buona vita!
Bianca*

libri-per-bambini1

Ciao a tutti! Buon sabato!

Come sempre ecco un nuovo video pubblicato un giorno a caso! … Lo so che non va bene. Prometto di lavorare duro per organizzarmi meglio ed essere più costante 😉

Ad ogni modo, nel video di oggi vi parlo di un argomento che mi sta molto a cuore: i Libri per bambini.
Io non ho mai smesso di leggere questo genere di libri perché mi hanno sempre affascinato per la mole di immaginazione e creatività che spesso racchiudono in una manciata di pagine, e ora che ho due bambine (5 e 3 anni) mi sto proprio divertendo!
Negli anni abbiamo visto crescere a dismisura il numero di libri per bambini pubblicati ogni anno e non è sempre facile scegliere quello giusto per i nostri piccini.
Con questo video vorrei iniziare una serie sul mio canale riguardante, per l’appunto, i libri per bambini. Ho deciso di fare video che io stessa vorrei vedere, non solo per intrattenimento, ma soprattutto per “necessità”. Vi spiego meglio cosa intendo nel video che trovate –>QUI!

In questo video prendiamo in esame una collana di 5 libri, il cui tema sarebbero i 5 sensi. Tutti scritti da Roberto Piumini e illustrati da vari artisti tra cui Anna Laura Cantone.

Due di questi libri mi hanno fatto, a dir poco un brutto effetto e ho dovuto parlarne con voi. Voi DOVETE SAPERE cosa è possibile trovare nei libri per bambini; anche se scritti da rinomatissimi autori di questo Genere.

Spero che il video vi piaccia, ma soprattutto che vi sia utile!

Fatemi sapere cosa ne pensate qui nei commenti oppure sui vari social: leggete a dei bambini? Avete altri libri da segnalare, siano essi bellissimi che orrendi?

Aspetti i vostri commenti!

Intanto buona vita a tutti e al prossimo libro!
Bianca*

Sono stata nominata!

liebster-img

Sono stata nominata! E chi se l’aspettava mai?! E non una volta sola!!!
Lo so mi emoziono con poco, ma è gratificante sapere che qualcuno legge il tuo blog e ti ha pensata per partecipare a questa iniziativa che altro non è (lo dico per chi, come me, non ne sapesse una cippalippa) che un modo per far conoscere blog con pochi followers ma che a noi piacciono e che vogliamo far conoscere a più persone possibili. Potete capire che il mio ego fa la danza del ventre nel sapere che piace a qualcuno tanto da volerlo “promuovere”! Va bene autocelebrazioni concluse, andiamo avanti.

Regole 

  1. Ringraziare per la nomination
  2. Rispondere alle 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato
  3. Nominare a tua volta per la Liebster Award 11 bloggers con meno di 200 followers
  4. Scrivere 11 domande per i bloggers che hai nominato
  5. Inserire il banner del premio
  6. Avvisare ciascuno della nomination ricevute

 

Come s’è capito dall’introduzione sono molto contenta di essere stata nominata e ringrazio tanto Elisa di FreeLife !
Tra l’altro vi segnalo che Elisa ha aperto un gruppo di lettura su Goodreads che si chiama  LiberTiAmo , questo mese leggiamo Villette di Charlotte Brontë, vi aspetto lì!

 

Passiamo, dunque alle domande:

1. Ti è mai capitato, in un libro, di preferire l’antagonista agli altri personaggi?

Se parliamo di cattivi o comunque “scorretti” è veramente difficile che mi piacciano: non ho mai subito il “fascino” del bello e dannato/stronzo. Anche se Algar (Alice from Wonderland di Alessia Coppola) ha subito un’evoluzione che ho apprezzato e alla fine l’ho preferito al Cappellaio.

2. Quale lingua, che ancora non conosci, ti piacerebbe imparare?

OHMIODDIO il tedesco! Sono pochi mesi che interagisco con tedeschi DOC, il resto sono tutti made in Italy, ma ho bisogno di imparare il più presto possibile! Ci sono sempre offerte mostruose per i libri e poi ci sono le svendite dei libri in biblioteca e poi i libri usati a 20cent … e poi certo ci sono le mie bambine che vanno all’asilo e dovrei capire cosa dicono le maestre (quelle poche che non parlano inglese), ma sai com’è: priorità ^^’. Poi, però vorrei tanto imparare una di quelle lingue che non sono molto popolari come lo Svedese, il Norvegese o l’Islandese.

3. Preferisci una visita guidata in un castello o una visita ad una mostra di un pittore famoso?

Diciamo che ho visto varie mostre di pittori famosi (Van Gogh ad Amsterdam, Picasso a Roma, ecc.) e ho visto pochissimi castelli quindi voto visita guidata a un castello e avrei anche in mente quale: il Castello di Neuschwanstein *,*

4. Quanto conta per te un buon finale in un libro?

Conta molto. E’ l’ultimo morso che si da alla storia e deve lasciare il giusto sapore, dolce o amaro che sia non ha importanza, ma deve essere soddisfacente.

5. Hai mai scritto poesie?

AHAHAHA sissignore! Tra le medie e la terza superiore ho scritto un bel po’ di poesie. Purtroppo non ho niente qui in Tedeschia se no vi trascrivevo qualcosa e vi facevo fare due risate ^^

6. Qual’è tuo momento della giornata preferito?

Un momento che ho scoperto grazie alle mie piccine: l’alba. Il momento in cui sta per finire la notte, si sta schiarendo il cielo ma non è ancora l’Aurora. Quando sembra che il sonno pesi 100 volte di più e c’è un silenzio rigenerante, un silenzio che sa di Vita, di Inizio di Carica. Un momento che è sempre più difficile godersi visto che il sonno vince 9 volte su 10 ^^
Un altro momento che AMO e posso dire che è anche il mio preferito è quando leggiamo le storie io e le mie piccine.

7. Pensi mai a come sarebbe stata la tua vita se fossi nato duecento anni fa?

Penso che avrei avuto una vita molto difficile, soddisfacente ma difficile e travagliata. Per me è sempre stato difficile tacere, specie in ambito familiare, di fronte a quelle che per me erano ingiustizie, immagina 200 anni fa! Penso che avrei ricevuto tante di quelle punizioni corporali che sarei morta alla veneranda età di 20 anni.

8. Qual’è il valore più importante per te nella vita?

Il rispetto. In generale, per tutto e tutti. E’ facile dirlo ma non lo è altrettanto applicare e vivere secondo questa piccola parola. Io ci provo e cerco con tutta me stessa di insegnarla alle mie figlie.

9. Qual’era il tuo sogno da piccolo/a?

Oh, io volevo essere una ballerina classica. Ho fatto anche danza ma poi le cose della vita … Un’altra cosa che avrei voluto fare era “fare quella che decide quali libri pubblicare” (parole mie quando avevo meno di 10 anni, non ricordo quanti esattamente ^^).

10. Se potessi tornare indietro nella storia, quale evento impediresti che accada?

Oh. Questa è difficile. Le prime cose che vengono in mente sono le ovvie, le ingenue: l’attacco alle torri gemelle, l’inizio dell’Olocausto … ma ci sono miliardi di variabili e potrei fare la differenza di una goccia nel mare. Bisognerebbe sapere particolari impossibili da reperire tutti per capire davvero quando intervenire per fare la Vera differenza … dai ci pensiamo e poi organizziamo un viaggetto.

11. Caffè lungo o ristretto?

Tisana 😀 Lo so ma io adoro il profumo del caffè e non altrettanto il sapore…sì. Lo so.

 

A questo punto dovrei nominare 11 bloggers … il fatto è che tutti quelli che seguo e che davvero vorrei che fossero seguiti di più sono già stati nominati mille volte e non saprei proprio chi nominare!

Ma vorrei nominare lo stesso alcuni dei blog che seguo e mi piacciono, semplicemente per farveli conoscere, fa niente se decideranno o meno di rispondere alle mie domande 😉

Last Century Girl

Alessia Coppola

Cioccolato&Libri

PluffaCalderone

Esetidicessiche

Niente Panico

La Lettrice Solitaria

Il Magico Profumo dei Libri

L’Ora del Libro

Bene, questi sono alcuni dei blogger che vorrei conoscessero tutti! Se poi risponderanno alle domande molto bene altrimenti molto bene 😉

Andatevi a fare un giro su questi che vi ho citato, e vedrete che se non siete ancora iscritti, lo farete 😉

 

Le domande a cui ho pensato io sono:

  1. Cosa leggevi maggiormente da adolescente?
  2. Hai mai riletto un libro che Amavi e l’hai trovato insulso, rimanendo con il dubbio: ma cosa ci avevo visto di così straordinario?
  3. Sarebbe meglio imparare ad “usare” la TV o i giornali d’informazione?
  4. La posizione più comoda in assoluto per leggere
  5. Se trovi ricette nei libri che leggi provi a riprodurle? (passa qualche ricetta che ti è piaciuta eventualmente 😉 )
  6. Sei mai andat* in biblioteca? Com’è stata la tua esperienza?
  7. Credi sia più importante seguire le proprie inclinazioni nella scelta del percorso di studi da seguire o la richiesta del mercato del lavoro?
  8. 40° all’ombra in costume da bagno alle Maldive, oppure -10° fuori e tu dentro casa sotto una copertona, infinita fornitura di tè e biscotti e una libreria piena di libri che non hai mai letto provenienti dalla tua wish list?
  9. Mangiare per vivere o vivere per mangiare?
  10. Se potessi partire ora per una qualunque meta, fantastica o reale che sia, dove andresti e perché?
  11. Cosa chiedi a Babbo Natale quest’anno?

 

Se vi piacciono le domande, se volete rispondere anche voi sentitevi liberissimi di farlo! Potete rispondere nei commenti o nei vostri blog e magari mi fate avere il link al vostro articolo così vengo a leggere le vostre risposte!

Buona Vita a tutti e alla prossima!

Bianca*